Il vocio delle persone per la città era leggero. Potevo contare sulle dita di una mano le automobili che passavano. Luce zenitale di giorno e luce calda la sera. Camminando per la città notavo accendersi le candele ai davanzali dopo il tramonto.

Stroget ( Copenhagen)

Biciclette sfrecciavano impazzite in ogni direzione e le persone, con un aria serena,  vestivano di uno stile minimalista e moderno.

Caffetterie ogni 30 passi e spazi di condivisione ovunque. Con una tazza tra le mani ed un libro, o un computer, persone diverse sedevano vicine, attorno a grandi tavoli oppure comodamente isolate ed immerse nelle loro attività.

Camminando potevo vedere all’interno dei locali e nelle case,  e l’atmosfera nell’aria nutriva ogni mia cellula.

“Che posto stupendo!  Mi sento a casa” Lacrime di gioia incontenibili,  travolta da emozioni troppo forti, mi sono fermata.

 “Voglio vivere qui!” esclamo! “Mi lucchetto!”

Sono passati 4 anni da questa fotografia ed io non sono stata più la stessa.

Di ritorno da un viaggio solitamente sono molto felice di tornare a casa con il mio nuovo bagaglio di esperienze, ma quella volta tutto era diverso.

In aeroporto, lacrime. Io a casa non volevo proprio tornare. Quello era il mio posto. Li avevo trovato il mio spazio. Ero a Copenhagen. La mia Città.

Un luogo dove ovunque potevo concretamente respirare il mio concetto di bellezza. Un’idea che mi ero creata negli anni.

Molto oltre il bello, oltre l’ordine e la funzionalità di una città Nordica, era qualcosa che percepivo ad un livello più sottile e che  mi faceva stare bene.

Nei 2 viaggi successivi ho capito.
Tutto quello che non potevo comprendere razionalmente l’avevo appena sperimentato nelle mie emozioni.

Loro lo chimano così: Hygge
Presenza, condivisione e senso di appartenenza.

Questo è Il loro stile di vita, il loro modo di essere che si è radicato nel tempo, con le abitudini, passando da una generazione all’altra attraverso racconti, riti e valori.

Nell’attesa del prossimo viaggio, ho portato un po’ di Hygge a casa con me con l’obiettivo di diffondere quell’energia che ho sentito, che mi ha travolto e che farà parte di me per sempre.

Il fattore Hygge sarà la nostra salvezza perché Hygge significa prima di tutto presenza.

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